Modulo 5 / STALKER

Stalker opera una ricerca fondata sulla pratica del camminare lungo i margini e attraverso i confini della spazialità contemporanea, rifiutandone le logiche escludenti, speculative e spettacolari. Una pratica che porta ad abitare i luoghi con chi li abita, in maniera incerta, nomade, per trasformarli nel teatro di una azione creativa collettiva che partendo dall’esplorazione delle pratiche di sopravvivenza e delle forme di autorganizzazione le metta in tensione con memorie rimosse ed immaginari mitopoietici nel tentativo di “estendere il reale al possibile” rendendolo fertile ad una rinnovata azione condivisa, tesa ad un cambiamento desiderabile.

 

Il tema di quest’anno (2021). Cosa vuol dire fare arte al Lago Bullicante?
 
Ecologia delle forme, dei processi e delle relazioni tra arte, comunità e ambiente all’epoca di una possibile estinzione di massa.
 
Il Lago Bullicante a due passi da Porta Maggiore a Roma costituisce un evento ecologico straordinario quanto inatteso. E’ apparso nel 1992 grazie alla efferatezza di un cantiere abusivo di speculazione edilizia all’interno del più grande complesso industriale dismesso di Roma, la Snia Viscosa. L’area del ex fabbrica, strappata alla speculazione con una lotta popolare, è ora un luogo unico nel contesto urbano di Roma. Dal  2014 l’accesso all’area è garantito da un ente partecipato di gestione il Forum Territoriale del Parco delle Energie. Il lago ha prodotto, in soli 28 anni, un luogo unico di rinaturazione  spontanea, un nuovo ambiente selvatico urbano. L’insorgere del lago per “simpatia” ha innescato una interazione tra il processo biologico e il processo sociale di presa di coscienza e autorganizzazione, tutela e consapevolezza ecologica che ha portato gli abitanti del quartiere e il Forum Territoriale del Parco delle Energie a forgiare gli strumenti con cui garantire fin qui il possibile avvenire del lago in assenza di strumenti riconosciuti di comprensione, valorizzazione e tutela del fenomeno, sperimentando un pensiero/azione complesso attraverso cui elaborare strategie e forme di comprensione, difesa e governo di tale inedito processo. Una “Co-evoluzione” tra il Lago e la comunità umana che esso ha generato che costituisce uno degli aspetti più straordinari di questa vicenda. Oggi il lago ha ottenuto un riconoscimento pubblico ed è diventato Monumento Naturale. 
 
Il Lago Bulicante ci insegna che l’Antropocene, ovvero l’era geologica che viviamo così definita dalla permanenza e diffusione delle tracce dell’azione umana sull’ambiente naturale, non segna solo l’epoca geologica dell’inquinamento umano, della metabolizzazione naturale dei rifiuti, dell’effetto serra e quindi l’era del dominio violento e idiota dell’umano sul pianeta, ma anche l’era in cui una rinnovata imprevedibilità creatrice della natura intenta a generare un mondo di cui l’uomo non ha più il controllo e il dominio può insegnare al genere umano a reinventarsi, tornando a co-evolvere con il Pianeta, a riprendere posizione all’interno del divenire naturale, riconoscendone l’imprevedibilità e agendo di conseguenza per non restare esclusi da questo sforzo creativo, che se non impariamo a comprendere rischia, come oggi si inizia a capire, di estinguerci. Il lago è un ambiente unico per sperimentare un’arte e una cultura ecologica in grado di inserire nella sua stessa forma il proprio ambiente. Un’arte contestuale, processuale e relazionale, che interagisce con l’ambiente, le scienze che lo studiano e le comunità che lo abitano. Ma quali sono i limiti, le possibilità e il senso degli interventi artistici al Lago Bullicante? Quali le possibilità di fruizione sostenibili per un ecosistema così particolare e fragile? Quali azioni umane possono entrare in sinergia con le specie presenti nei vari habitat?
 

MODULO 5 / STALKER
/ Cfu 6 / Ore 60

Dal 13 settembre al 18 settembre 2021 (settimana intensiva)

Coordinatori: Giulia Fiocca, Lorenzo Romito