Modulo 2 / Estetica del territorio. Visioni e narrazioni

Il lavoro sul lessico e sulle questioni relative al territorio portato avanti nel primo modulo del Master verrà sviluppato nel secondo a partire da un approccio più specificamente estetico. Se la filosofia è pratica di invenzione di concetti e non meditazione che interviene soltanto a cose fatte, l’affermazione della sua creatività introduce una forte risonanza con le pratiche artistiche. Nella descrizione del territorio, con i suoi cambiamenti fisici, politici, economici, sociali, così come nella proposta di parole nuove con cui pensarlo, l’estetica interviene nella sua doppia valenza: relazione con il mondo, i corpi, le immagini, dal punto di vista della sensibilità, ma anche teoria delle arti.

Il Modulo provvede dunque a enucleare e approfondire alcuni concetti legati al territorio utilizzati in diverse discipline, ma dalla forte valenza estetica; interrogare attraverso esempi alcune forme di arte come pratiche in grado di disegnare le figure della comunità e di mostrare nuove configurazioni del mondo. L’obiettivo finale del modulo è quello di fornire un lessico legato al territorio nella sua componente più specificamente estetica e approfondire alcuni esempi artistici che intendono descriverne lo stato e i cambiamenti, così come immaginare nuove configurazioni.

Il tema di quest’anno (2022). Il tema della selva verrà ripreso e sviluppato a partire dagli esiti delle due edizioni precedenti. Se nel 2020 il lavoro collettivo del Master aveva evidenziato la duplicità del concetto di selva, sospeso tra l’idea di innocenza e quella di pericolo, nel 2021 si è imposto un discorso sulla potenza dell’evento che arriva da fuori, dalla natura, dagli incontri con l’altro. La crisi pandemica ha infatti messo in luce il lato sconosciuto, inquietante ma forse anche ricco di opportunità, che risulta particolarmente efficace per raccontare il nostro presente. Nel percorso di questo anno vogliamo invece rivolgerci alle narrazioni e visioni di un futuro possibile, attivando al riguardo un pensiero e una pratica che siano nello stesso tempo critici e creativi. L’apparizione del selvatico nelle nostre vite, prima tra tutte quella del virus, non può che trasformare il nostro modo di pensare spazi, oggetti, forme di vita e atmosfere presenti sul territorio. Attraverso letture estetiche, pratiche artistiche, visioni cinematografiche, esplorazioni del territorio, proveremo a immaginare un mondo a venire aperto a nuove possibilità.

Workshop  / Sismografie 
a cura di Annalisa Metta / 29 e 30 aprile 2022

Il workshop si inserisce nell’ambito del ‘Modulo 2 / Estetica del Territorio. Visioni e Narrazioni’ e, in continuità con i suoi obiettivi generali, si propone di esplorare la dimensione estetica dei paesaggi di selva, intesi come ethos, dunque come comportamenti e condizioni operanti. Si tratta di insistere sulla interpretazione estetica della selva, spostando l’attenzione dalla forma dei luoghi alla loro intrinseca performatività: i paesaggi sono da intendere come situazioni − azioni che si situano − con cui collaborare e negoziare. Il workshop propone un esercizio di indagine su ambiti territoriali minimi, in cui rinvenire indizi di flagrante selvaticità, in risonanza con la composizione del lessico che sarà elaborato durante l’intero sviluppo del modulo. L’esercizio assume il registro di una trascrizione sismografica, capace di intercettare le tante, minutissime coreografie che animano le selve che abitiamo, continuamente e a tutte le scale, spesso senza neppure accorgercene. 

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MODULO 2 / Estetica del territorio. Visioni e narrazioni
/ Cfu 6 / Ore 60 di cui 36 frontali

Dal 25 marzo al 30 aprile 2022

Coordinatori: Daniela Angelucci e Francesco Careri