Modulo 3 / STUDI URBANI

Costruire la città nuova per molto tempo è stata la principale dinamica di cambiamento. Oggi non è più così: tensioni e contraddizioni alimentano una domanda di modificazione di una città già costruita e abitata. Il cambiamento consiste perciò in una sovrascrittura “con-testuale” che si deve rapportare con una condizione urbana per alcuni aspetti inedita e ancora inafferrabile. La disciplina urbanistica è quindi chiamata, innanzitutto, a re-interrogarsi sulle ragioni e implicazioni del fare, sulle aporie e sulle relazioni fertili fra tre grandi sfere d’incidenza sul reale: intenzionalità progettuale, progettualità implicita, regolazione. Ci interroghiamo sulle crisi attuali e ci radichiamo nelle E.H. per pensare diversamente i limiti, la funzionalità e la bellezza dell’ambiente umano, mutuamente connesso con quelli delle altre specie. Rimettiamo al centro la volontà progettuale di comprendere e accompagnare i fenomeni urbani, liberandoci da narrazioni e slogan fuorvianti, da un lato, e dalle scienze che hanno la presunzione di controllare ogni aspetto della vita, dall’altro.

Obiettivo delle lezioni è fornire le possibili declinazioni di un approccio critico alla complessità dei fenomeni urbani. Le città non rappresentano più l’avventura della conquista del nuovo, assimilabile ad un “fronte” che avanza e si espande nello spazio. Esaurita la parabola moderna e modernista, ci emancipiamo da un’idea di costruzione che coincide soltanto con la realizzazione o sostituzione degli oggetti che popolano i nostri spazi quotidiani (edifici, alberi, arredi, attrezzature, infrastrutture). La città verrà intesa come un intreccio da dipanare alle diverse scale e con le sensibilità necessarie di volta in volta. La metafora della Selva (tema di quest’anno) è la chiave di una postura olistica che pone al centro l’implicazione di ogni cosa ed ogni essere con gli altri. Il selvatico è la condizione percettiva che permette di riconoscere dove la trasformazione avviene. I metabolismi, i legami intenzionali e quelli imprevisti strutturano traiettorie di senso che possono essere accompagnate spendendo il nostro sapere tecnico.

Il tema di quest’anno (2021). L’esercitazione verte sulla rilettura di alcune iniziative di riuso del patrimonio, sia promosse da associazioni e gruppi di cittadini, sia attivati da istituzioni attente a codificare e interpretare le potenzialità e gli esiti dei processi informali. In particolare, si intende mettere l’accento sul campo di relazioni fra le iniziative e il contesto, che in parte è dato e in parte è costruito (ogni iniziativa alimenta un sistema di rapporti con il contesto, per vicinanza fisica o per affinità di interessi e ideali). Un campo di relazioni che si dispiega lungo traiettorie non lineari, prodotte dalle intenzionalità dei soggetti, senza essere cristallizzate in piani e progetti a-priori. Agli studenti verrà chiesto di ricostruire e rileggere criticamente un’iniziativa, focalizzando l’attenzione sui modi in cui le diverse soggettività alimentano cooperazioni e conflitti e sul modo in cui le modificazioni dello spazio urbano influiscono sulle aspettative e sugli esiti effettivamente conseguiti.

Il modulo si compone di lezioni teoriche e dialoghi con esperti esterni, letture critiche di iniziative di riuso del patrimonio, lavoro con i partecipanti attorno a immagini, testi e analisi dei casi studio.

MODULO 3 / STUDI URBANI
/ Cfu 6 / Ore 60 di cui 36 frontali

Dal 7 maggio al 29 maggio 2021

Coordinatori: Giovanni Caudo, Mauro Baioni, Martina Pietropaoli


Per l’edizione del master 2018, il modulo di Studi Urbani si è occupato del complesso tema della rendita urbana, provando a comprenderne i meccanismi di formazione, appropriazione e la possibile redistribuzione. I risultati del modulo sono raccolti in un numero de leNote di Urbanistica, scaricabile gratuitamente qui sotto: