*** Sono aperte le preiscrizioni all’edizione del master 2021***

Il Master affronta le questioni relative al territorio, alla città e all’ambiente e promuove in Italia le Environmental Humanities, campo di studio in grande espansione e attualmente tra i più interessanti ambiti delle scienze umane. La storia di parole cardinali quali cittàcomunitàhabitatnaturaterritoriopaesaggio, progetto, antropocene, sarà presentata, discussa e aggiornata, a partire dai diversi saperi che ne hanno trattato: dalla filosofia all’arte, dalla teoria politica alla sociologia, dalla storia e geografia all’urbanistica e architettura, dal diritto all’economia, dall’ecologia politica alla comunicazione.

Specificità dell’offerta formativa del Master è infatti l’impegno a integrare i diversi saperi e la pluralità di competenze necessarie quando si affrontano i temi sollevati dall’abitare e operare in una dimensione territoriale, urbana, ambientale.
La vocazione del corso è dunque quella di offrire una formazione che si rivolga sia ai profili delle discipline scientifiche (ingegneria, scienze naturali, etc.) sia a quelli delle discipline umanistiche.

 

Anche nell’edizione 2021 i singoli moduli del Master saranno accomunati dal tema della selva, reso ancor più attuale dalla pandemia di Covid-19 che stiamo vivendo. Nella scorsa edizione, abbiamo considerato la selva nel suo carattere di territorio inesplorato, complesso e in continua trasformazione, ma anche come territorio non familiare, che necessita di una rilettura, di un affondo, di un allunaggio, di un’immersione. Addentrarsi nella selva sembra se possibile oggi ancor più opportuno per leggere quella estraneità, quel perturbante, quell’incertezza che pare abbiano permeato gli ambienti a noi più consueti e abitudinari. Il selvatico – sia naturale, sia sociale, sia metaforico – è in agguato appena oltre la soglia di casa nostra, divenuta in una percezione indotta e illusoria unico spazio di rifugio, ultima riserva di quella forma di vita dell’umano per come lo conoscevamo. Eppure, ancora una volta, è là fuori che quest’anno proveremo ad avventurarci …

La selva ci permette di presentare e ribadire l’intento del percorso di formazione del Master, caratterizzato dall’intreccio di saperi, dalla transdisciplinarità, che evidenzia la necessità di strumenti analitici complessi e la rimessa in discussione di molte delle categorie di lettura che ci ostiniamo ad utilizzare (e dei relativi lemmi), accettando di sfumarne ulteriormente i confini affinché dalla sfocatura possano emergere nuove immagini. La selva – recuperando l’antico significato di miscellanea di generi diversi – è anche quella dei saperi consolidati, abituali, familiari e funziona dunque sia come il limite che segna e mette a contatto le diverse concezioni e approcci disciplinari al territorio, sia come luogo di passaggio, di transizione, di trasformazione. Un terrain vague, spazio aperto e incolto che connette comunità e ambienti differenti, tra incontri e scambi. Una soglia di compresenze, dove i saperi cercano una laboriosa ed entusiasta ibridazione. Una soglia vissuta che coinvolge e accomuna tutte le forze in campo. Uno spazio che si riconfigura nella prospettiva politica, estetica, comunicativa, sociale: uno spazio che mette in questione il nomos che lo determina per aprirsi a nuovi e possibili usi, intuizioni, interventi.

La selva è un punto di avvistamento sul presente, sugli spazi attuali, le dinamiche che li attraversano e la governance che li investe, che testimoniano delle nuove interazioni tra quel che è stato definito come naturale e civile. L’esplorazione del territorio di Roma diventa esperienza del rapporto mitico e storico che la città ha da sempre intrattenuto con la selva e al contempo consente il riconoscimento di nuovi inselvatichimenti. Il venir meno di regole consolidate rende la selva un nuovo paradigma che indisciplina i saperi, che libera le potenzialità inespresse, ma anche che rende visibili le in-civiltà, in cui il più forte ha la meglio sul più debole, in termini giuridici e in termini economici. E qui il saper scrivere nuove regole per la convivenza, con un’attitudine democratica e non tecnocratica è la sfida che si pone il Master. In che modo l’ambiente è prodotto da tali dinamiche, e in che modo contribuisce a riprodurle? Per capirlo proponiamo di esercitarci a diventare astronauti e tuffatrici, a immergerci nella selva conservando la nostra capacità di osservare da dentro e da lontano/altrove e di riconoscere chi o cosa contribuisce al naufragio, all’immersione e al rilancio, elaborando nuove direzioni per la cura del territorio.

Il Master si rivolge a laureati/e in tutte le discipline
(vecchio ordinamento, laurea magistrale e laurea triennale)

Possono accedere al Master candidati/e sia italiani/e, sia stranieri/e

Le lezioni si svolgeranno il venerdì pomeriggio e il sabato mattina di ogni settimana,
nelle sedi di Roma Tre (in particolar modo FilCoSpe, via Ostiense 234, e Architettura, via della Madonna dei Monti 40) e in altri luoghi della città di Roma

Fa eccezione il Modulo Stalker, che si strutturerà in una settimana di workshop intensivo in sede da definirsi. È possibile seguire una parte delle lezioni da remoto,
e parte del Modulo Territori Marginali viene erogato in teledidattica